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Via le pensioni d’oro, dentro il reddito di cittadinanza. Così l’Italia diventa un Paese civile

In tutto il resto d’Europa le pensioni d’oro non esistono, in Italia sì. In tutto il resto d’Europa il reddito di cittadinanza esiste, in Italia no. Perché i Commissari europei, così solerti nell’applicare l’austerity, non chiedono e pretendono all’Italia tagli su sprechi e privilegi delle troppe caste che per anni hanno ammorbato l’Italia? In questo caso, saremmo felicissimi di accontentali.

Il Movimento 5 Stelle è al governo per ribaltare questo schema: fra poco in Italia diremo addio alla pensione d’oro e vareremo quei provvedimenti necessari ad abolire la povertà. Restituiremo dignità a tutti i cittadini e non sarà qualche Commissario attaccato alla poltrona a fermarci.

Secondo i servizi di ricerca del Parlamento europeo, che ha incrociato i dati del database Missoc, l’Italia è la pecora nera d’Europa, l’unica che elargisce l’obolo medioevale della pensione d’oro a una casta di privilegiati. Vediamo come stanno le cose in Germania, Belgio, Gran Bretagna, Francia e Spagna.

GERMANIA

Tutti i lavoratori devono sottoscrivere una sorta assicurazione sociale che poi darà diritto alla pensione. Il sistema è dunque interamente finanziato dai contributi e dalle tasse secondo un principio che viene definito “pay as you go“, paghi per andare in pensione. In questo tipo di piano pensionistico i beneficiari decidono quanto vogliono contribuire sia detraendo l’importo dalla loro busta paga o contribuendo in maniera volontaria l’importo desiderato in una somma forfettaria. Nel 2017 lo Stato ha erogato un assegno di pensione a 1.263.920 pensionati (tutti gli altri erano coperti da assicurazioni private). Di questi appena 14.315 percepiscono una pensione d’oro, appena l’1,1% del totale.

BELGIO

Anche in Belgio il sistema è contributivo per tutti, ma leggermente differente da quello tedesco. Il principio base è definito “pay as you earn“, paghi un contributo che varia in base al proprio salario. I dati aggiornati sono del 2018 e dicono che sono state erogate in totale 39.537 pensioni d’oro.

GRAN BRETAGNA
Il sistema pensionistico è basato su una assicurazione sociale che si basa su una ‘flat rate’, una tariffa fissa che è una base di contribuzione. L’importo della pensione si basa su quanto versato durante la propria vita professionale. A 66 anni si matura il diritto alla pensione, ma i cittadini possono prolungare la loro vita lavorativa e ottenere in cambio un bonus fisso che si aggiunge alla propria pensione. Più si lavora, più si contribuisce, più alto sarà dunque la propria pensione. L’assegno pensionistico non viene erogato mensilmente ma settimanalmente. Il servizio di ricerca del Parlamento sostiene che “è impossibile per un cittadino inglese raggiungere il livello di 4.500 euro al mese di pensione”.

FRANCIA
In Francia il sistema è misto e si prende in considerazione contributi, età e salario del lavoratore. Secondo DREES, studi di ricerca e statistica del Ministero della Sanità francese, l’1,6% dei pensionati francesi percepisce un importo superiore ai 4.500 euro.

SPAGNA
Il sistema spagnolo (PAYG) è finanziato dai contributi, non esiste il sistema retributivo.

La Camera dei deputati ha votato per la calendarizzazione urgente della proposta sul taglio delle pensioni d’oro. La nostra proposta è semplice: tagliare la parte eccedente i 4.500 euro che non corrisponde ai contributi effettivamente versati, eliminando il privilegio. I cittadini percepiscono la pensione in base ai contributi che hanno versato. È arrivato il momento di applicare questo principio per tutti.
Source: M5S Europa

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