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#StopCeta: i produttori di vino italiani sono sul piede di guerra

di Tiziana Beghin, Efdd- Movimento 5 Stelle Europa.

“I produttori di vino italiani ed europei sono molto arrabbiati, perché a nove mesi dall’entrata in vigore del CETA fanno ancora fatica a vendere il loro prodotto di qualità in Canada. Mentre l’Unione Europea e l’Italia hanno aperto completamente il loro mercato, il Canada ha mantenuto moltissime protezioni e barriere che di fatto impediscono la vendita del vino Europeo oltreoceano.

Certo, i dazi doganali sono stati rimossi, ma questo non significa che vendere vino in Canada sia diventato più facile. Pensate ad esempio, che in alcune parti del paese solo i vini canadesi possono essere venduti al supermercato, non ci sorprende quindi che il Prosecco, il Barolo, il Nero d’Avola non riescano a conquistare nuove fette di mercato. Il consumatore canadese, semplicemente, non li trova in vendita! In altre regioni i vini stranieri possono essere venduti al supermercato solo se chiaramente separati in banconi e corridoi diversi da quelli dei vini canadesi, mentre in altre regioni ancora le licenze per vendere spumante italiano, champagne francese o vino spagnolo sono difficili da ottenere e richiedono moltissimo tempo. Per non parlare del fatto che le tasse sono più alte sui vini stranieri proprio per penalizzarne la vendita.

Il CETA doveva risolvere questi problemi, ma a otto mesi dall’entrata in vigore nulla è cambiato. Anche grazie alle pressioni dei produttori e dei loro rappresentanti, il prossimo 5 luglio si riunirà a Bruxelles un’assemblea congiunta UE-Canada per discutere proprio di commercio di vino. Vogliamo che questa sia l’occasione per risolvere una volta per tutte questi problemi e chiediamo alla Commissione di pretendere che il Canada smetta di discriminare e penalizzare i vini italiani ed europei. Con il CETA erano stati promessi grandi vantaggi a tutti i produttori di vino europei, è ora che la Commissione mantenga le sue promesse”.
Source: M5S Europa

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