Home / M5S Cuneo / LA SCUOLA LATTES CHIUDE DOPO 143 ANNI DI SERVIZIO AI CITTADINI

LA SCUOLA LATTES CHIUDE DOPO 143 ANNI DI SERVIZIO AI CITTADINI

Martedì 24 ottobre il Movimento5stelle presenterà, nella seduta del consiglio comunale, un’interpellanza all’assessore Giordano per chiarimenti sulla chiusura della scuola Lattes. Nella relazione presentata alla VI commissione l’assessore ha evidenziato le cause della chiusura della scuola Lattes nella presenza sul territorio di un’ampia offerta formativa. Non solo nella relazione ci sono errori di forma quali il numero errato di membri del CDA o il numero d’impiegati comunali che lavorano alla Lattes ma ci sono evidenti errori di sostanza. Sostenere che la Lattes sarà assorbita dal CPIA, che per motivi legali deve obbligatoriamente prenderne il nome (Adolfo Lattes aveva lasciato un consistente patrimonio al Comune) è un’informazione errata. Il CPIA, contrariamente alla Lattes, è una scuola statale con organico deciso dall’ufficio regionale scolastico, ex Provveditorato agli studi nel quale la Giordano ha lavorato per molti anni e ne conosce bene i meccanismi e il funzionamento, e non contempla corsi come quelli offerti dalla Lattes in quanto può solo fornire corsi compatibilmente con gli insegnanti della scuola assunti dal Ministero della Pubblica Istruzione. I corsi dell’ENAIP non si sovrappongono a quelli della Lattes e, abbiamo notizia che alcune scuole private di Cuneo si sono già mobilitate per fornire i corsi di lingua a costi maggiori, in sostituzione di quelli fin’ora erogati dalla Lattes. La Lattes si è sempre contraddistinta per la qualità dei corsi e del rapporto qualità/prezzo. Sempre nella sua relazione l’assessore fa un parziale riferimento al documento di Lisbona ma dimentica di dire che in quel nobile documento, che sostiene l’importanza del processo di apprendimento lungo tutto l’arco della vita, si parla di educazione formale, non formale e informale e che si raccomanda di incentivare l’educazione non formale. Per capirci, quella formale è quella del normale percorso di studi per conseguire un diploma/laurea, quella NON formale sono i corsi come quelli offerti dalla Lattes, non finalizzati ad un diploma, che servono per permettere alle persone di seguire, in orari comodi (preserali e serali), corsi di lingua, d’informatica, di taglio e cucito e altro. Il documento di Lisbona pone l’accento sull’importanza di incentivare i cittadini ad elevare la propria cultura in qualunque settore al fine di migliorare le loro competenze personali e professionali. Non la politica ma la scienza ricorda che una persona che stimola il proprio cervello in continuazione ne ricava dei benefici, rallentandone il processo d’invecchiamento cerebrale e riducendo così anche le conseguenti spese sanitarie. Ma veniamo al fatto che la Giordano citi il basso numero di studenti partecipanti. Vero, siamo molto lontani dagli 800 studenti che negli anni passati occupavano le stanze della scuola, che però era in uno stabile molto, ma molto più grande di quello di ora. E’ stata una decisione del comune, spostare la scuola in via Barbaroux e lasciare solo 3 stanze e non l’intero edificio alla scuola. Se si riduce lo spazio, si riducono i corsi e gli studenti. Se non c’è la volontà di trovare i locali adatti ai laboratori, certo che questi vengono chiusi e nessun corso attivato. Certo che se si mina in continuazione la scuola, questa si troverà in difficoltà. Certo è che se si fa di tutto per affossarla, la scuola chiude e ce ne rammarichiamo. Forse, questa amministrazione avrebbe dovuto dirlo in campagna elettorale cosa voleva fare con la Lattes ma ha atteso di dirlo per evitare il malcontento e perdere voti.

Per il M5S Cuneo: Michela Montevecchi

Vedi anche

Chiusura uffici postali: ricordate che alle loro promesse non hanno seguito fatti

I cittadini della Provincia di Cuneo sicuramente ricordano lo scellerato piano di razionalizzazione 2015/2019 stipulato …