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IN ITALIA CI SONO TROPPI LAVORATORI POVERI. RISPOSTA DI LAURA AGEA (M5S) AL FACT-CHECKING DELL’AGI

Plenary session week 48 2017. – Implementation of the European Disability Strategy

Egregio direttore,

abbiamo letto il fact-checking dell’Agi dal titolo: “Siamo davvero i primi in Europa per “povertà lavorativa”? Desidero rivolgerLe i miei complimenti per l’ottimo lavoro di analisi e documentazione giornalistica che la sua redazione porta avanti da alcuni mesi. Sono convinta che in Italia ci sia davvero tanto bisogno di un giornalismo investigativo che analizza i fatti e non li distorce a uso e consumo del potente di turno. Quindi, grazie per la verifica.

Come da Lei scritto nel fact-checking, il post pubblicato lo scorso 19 marzo riporta i dati Eurostat. Lei considera imprecisa la frase: “più di tre milioni di lavoratori a rischio in Italia, seguita da Spagna con 2,9 milioni e Romania con 1,6 milioni” perché nella sua analisi i lavoratori-poveri in Italia ammontano a 2,6 milioni e non “più di 3 milioni”. Le spiego le ragioni di questa discrepanza: abbiamo considerato nella nostra analisi anche i lavoratori in nero che sarebbero – secondo dati Istat del 2015 – circa 3,7 milioni.

Il lavoro in nero è una piaga italiana che spesso sfugge alle evidenze statistiche, ma non a noi rappresentanti dei cittadini che siamo a contatto tutti i giorni con i problemi della società. In attesa di politiche efficaci di emersione del lavoro in nero, dobbiamo considerare anche questa categoria se vogliamo essere scrupolosi. Anche i lavoratori in nero sono cittadini e forse hanno ancora più bisogno delle Istituzioni visto che spesso nascondono storie di sfruttamento e di lotta per la sopravvivenza per far valere i loro diritti.

Ritornando ai dati del post: utilizzando la stessa percentuale di “lavoratori poveri” Eurostat ai lavoratori in nero Istat, si scopre che ci sono approssimativamente 432.900 lavoratori poveri in nero. Questo dato va aggiunto ai 2,6 milioni di lavoratori dedotti dai dati Eurostat. Sommando i due dati si arriva ai “più di tre milioni di lavoratori a rischio in Italia”, come scritto nel post.

Mi permetta, tuttavia, una considerazione. Ho il timore che i freddi numeri che Lei giustamente verifica possano distogliere l’attenzione dal cuore del problema. In Italia ci sono troppi lavoratori che sudano 8 ore al giorno e non riescono a vivere in modo dignitoso, non riescono a farsi una famiglia, comprarsi una casa e rinunciano persino alle medicine per curarsi. Non dobbiamo minimizzare questa ingiustizia sociale che pesa come un macigno sulle spalle delle politiche europee e nazionali portate avanti negli ultimi 20 anni dai partiti. Ecco perché nasce l’esigenza del reddito di cittadinanza. Ecco perché milioni di italiani credono nel grande sogno di cambiamento rappresentato dal Movimento 5 Stelle.

Cordiali saluti

Laura Agea,
europarlamentare del gruppo Efdd – MoVimento 5 Stelle

Source: M5S Europa

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