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Con il Reddito di cittadinanza l’Italia ritorna a essere un Paese europeo forte e rispettato

L’Italia è dentro l’Europa solo in maniera formale. Quando si affronta il tema dei diritti e della giustizia sociale le capitali europee sono lontane anni luce. Cosa succede a Parigi, Bruxelles, Madrid o Berlino quando un cittadino perde il lavoro e si trova in una condizione di povertà? Interviene lo Stato con un sussidio che ha nomi diversi da nazione a nazione ma che ha un unico comune denominatore: restituire dignità ai cittadini.

In Italia questa misura si chiama reddito di cittadinanza. L’ha proposta il MoVimento 5 Stelle ed è uno strumento di sostegno al reddito per i cittadini che versano in
condizione di bisogno. L’ammontare dell’erogazione è stabilita in base alla soglia di povertà relativa calcolata sulla base del 60% del reddito mediano equivalente pro capite, calcolata sulla base dei parametri europei che definiscono la condizione di rischio di povertà. Secondo questi calcoli equivale a 780 euro mensili per persona singola.

Il reddito di cittadinanza c’è in 26 Paesi europei su 28 (ovunque tranne in Italia e Grecia), persino in quegli Stati che hanno un PIL dieci volte più piccolo dell’Italia. In Spagna è stato inserito nel 2008, in piena crisi economica e prevede un assegno di 532 euro al mese per chi ha un reddito inferiore ai 5 mila euro annui. Per una famiglia olandese questo assegno arriva a 1.400 euro al mese. In Irlanda e Romania il sussidio è a tempo indeterminato, fino a quando cioè non si trova un lavoro. In Francia chi lo contrae deve sottoscrivere un patto d’onore e cooperare con i servizi sociali. In Danimarca il reddito di cittadinanza è esteso anche agli under 30 che vivono con i loro genitori. In tutti i Paesi chi fa il furbetto, dichiara il falso o lavora in nero viene severamente punito.

Lo ha detto l’Ocse, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, lo hanno raccomandato il Consiglio dell’Unione europea e il Commissario al Lavoro e agli Affari Sociali Marianne Thyssen. Lo ha approvato il Parlamento europeo il 24 ottobre 2017 che ha fatto propria la proposta presentata da Laura Agea: un provvedimento che prevede un reddito minimo per tutti i cittadini come misura di contrasto alla povertà. Siamo anche andati oltre: grazie a noi il Parlamento europeo ha autorizzato l’uso del Fondo sociale europeo per cofinanziare il reddito di cittadinanza e ha chiesto una direttiva della Commissione europea vincolante per tutti gli Stati membri. Con il MoVimento 5 Stelle cambia l’Europa.

VIDEO. Ecco come è disciplinato il reddito di cittadinanza in tutta Europa.

Source: M5S Europa

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