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Basta con le discriminazioni delle donne sul lavoro: ecco la proposta di legge del MoVimento

di Tiziana Ciprini

Quando si parla di lavoro e di differenze di genere spesso si sa soltanto che le donne lavorano meno degli uomini, e in effetti esiste un gap sugli occupati di circa 20 punti tra i due sessi. Ma in pochi sanno che l’Italia è messa male anche sul fronte della distanza retributiva, tra uomini e donne che magari fanno lo stesso lavoro e con le stesse mansioni. Nel 2016, nel Bel Paese, il genere femminile ha percepito mediamente retribuzioni del 12% più basse rispetto a quello maschile, e tra i laureati il gap di genere sale addirittura al 30%.

L’Italia è 126esima al mondo per divario salariale. Inoltre, le donne sono più spesso precarie, in regime di part time e subiscono più interruzioni di carriera per responsabilità di assistenza domestica e familiare. Di queste, poi, il 60% non ritorna nel mondo del lavoro prima di 5 anni.

Asili e servizi alla maternità che mancano, enti locali con l’acqua sempre più alla gola, welfare pubblico che arretra: sono queste le cause del crollo della natalità, le ragioni che al tempo stesso mettono in difficoltà le mamme nel tentativo di mantenere un posto di lavoro. Tutto questo si traduce anche in un divario pensionistico di genere, e in un maggior rischio di povertà e di esclusione sociale per le donne.

Ma la mancata partecipazione femminile al mondo del lavoro è anche un danno enorme alla società intera. Si pensi che a livello mondiale, una riduzione del gap del 25% genererebbe maggiore ricchezza pari a 5,3mila miliardi di dollari,quasi il triplo del nostro Pil. E tutto quello che sanno fare i governi, è tagliare diritti e sostituirli con bonus e mancette una tantum.

Per sanare questo vulnus il MoVimento 5 Stelle ha appena depositato una legge, che si muove su due direttrici: da una parte con misure pensate per contrastare a monte il gap retributivo di genere, attraverso incentivi per le aziende che non discriminano; dall’altra con provvedimenti che favoriscono la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro per aiutare le donne che vogliono entrare nel mondo del lavoro.

In specifico, la legge del M5S inserisce nel “Codice delle pari opportunità“, tra le discriminazioni indirette, anche quelle che riguardano l’organizzazione del lavoro, a partire dagli orari. E che dunque limitano le possibilità di carriera delle donne.
Sono poi previsti sistemi di audit aziendale per prevenire e contrastare le disparità di genere. E, come detto, si contemplano norme premiali, sottoforma di detrazioni di imposta, per le imprese che rimuovono le discriminazioni.

Inoltre si introduce, in via sperimentale, il curriculum anonimo, secondo le esperienze già intraprese in Europa da Spagna, Regno Unito, Francia, Germania, Olanda e Svezia, per combattere le discriminazioni contro le donne, ma anche quelle verso gli over 50 e altri soggetti svantaggiati. Lo scopo è quello di garantire un’effettiva parità nei processi di selezione e assunzione, omettendo ogni riferimento personale come nome, sesso, data di nascita, situazione familiare del candidato, fotografie e con la sola espressione del profilo, formazione, esperienze lavorative, competenze, conoscenze, capacità e attitudini professionali del candidato.

In più, viene innalzato l’importo detraibile per l’assunzione di colf e badanti.
Si prevede poi l’aumento dell’indennità per il congedo parentale dal 30 all’80%. E si rifinanzia il Piano straordinario di intervento per lo sviluppo del sistema territoriale dei servizi socio-educativi, per realizzare più asili nido.
Il testo introduce inoltre l’esenzione dal pagamento del contributo unificato nei processi intentati da chi agisce contro le discriminazioni in violazione del Codice delle pari opportunità.
E infine la legge M5S proroga per il 2019 il regime pensionistico “Opzione donna” per le lavoratrici con 57 e 58 anni e 35 di contributi.

I diritti dei lavoratori sono previsti dalla nostra Costituzione. E’ il momento di applicarla pienamente, e la legge proposta del M5S si muove proprio in questa direzione.

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