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L’inchiesta che fa tremare i partiti

di Luigi Di Maio

“A me i vigliacchi non sono mai piaciuti”. Queste sono le parole di Michele Liguori nel suo letto poco prima di morire. Michele faceva il vigile urbano ad Acerra, è morto di tumore, perché non si è mai arreso e ha sequestrato una discarica abusiva dopo l’altra. Ha combattuto contro l’avvelenamento della terra. Lo hanno isolato, messo a fare il guardiano nel nulla. Lo accusavano di eccesso di zelo, mentre la notte riceveva telefonate di minacce.

Roberto Mancini, poliziotto, muore di tumore perché ha indagato e scoperto la “Terra dei fuochi”. Il primo poliziotto che aveva scoperto la devastazione e la morte, gli intrecci tra camorra e politica. Lo Stato lo risarcirà con soli 5000 euro per la sua malattia, per il suo tumore. Poi, anche grazie al lavoro della mia collega Roberta Lombardi e di esponenti della società civile, Mancini verrà riconosciuto vittima del dovere. Solo dopo. La sua inchiesta, però, era finita in un cassetto e dimenticata. Un’inchiesta datata 1996! Si sarebbe potuto evitare il disastro, invece qualcuno ha preso l’informativa di Mancini e l’ha chiusa a chiave in un cassetto.

Nei cassetti della commissione d’inchiesta sulle Ecomafie c’era anche la deposizione fatta nel 1997 (un anno dopo l’indagine di Mancini) di Carmine Schiavone, boss dei casalesi pentito. Carte che raccontavano nel dettaglio lo smaltimento illecito dei rifiuti. Carte che sono state coperte dal “segreto di Stato” fino al 2013. Mi ricordo di quando, con un sentimento di liberazione, ho potuto pubblicarle e renderle accessibili affinché tutti le potessero leggere.

Chi ha isolato Liguori? Chi ha chiuso le inchieste nei cassetti?

Ma arriviamo ad oggi, arriviamo al punto in cui si discute non del perché dirigenti, politici incontrano un ex boss della camorra (ormai pentito, che ha scontato 21 anni di galera, che ha aiutato i magistrati nelle principali inchieste sui rifiuti) ma del metodo con cui una testata giornalistica conduce un’inchiesta. Un’inchiesta sui rifiuti, di come ci siano sempre di mezzo camorristi, imprenditori e politici.

Questa inchiesta scuote le fondamenta non soltanto della Campania ma di tutta l’Italia. I TG aprono con altre notizie, e non si rendono conto che milioni di italiani stanno seguendo con attenzione l’inchiesta. A breve uscirà la terza puntata e vedremo come avviene la corruzione, ancora una volta. Tutti sapevano ma nessuno mai prima d’ora aveva filmato lo squallore di coloro che ammazzano la propria terra e i propri figli.

Mi accusano di usare la parola assassini, e cosa altro possono essere tutte le persone che condannano ad una morte lenta e dolorosa per tumore i miei concittadini? Cosa sono quelle persone che condannano a morte per tumore anche i bambini solo per arricchirsi?

Ma la mia è terra di dignità. Di cittadini coraggiosi che lottano con e per la Giustizia. Ieri leggevo di come i ragazzi di Fanpage quando hanno ordinato una pizza hanno ricevuto anche un biglietto unto di olio scritto a mano dalla pizzeria: un piccolo omaggio per tutto quello che state facendo per la questione dei rifiuti.

Ecco, mentre la politica lottizza i telegiornali, cercando di coprire l’inchiesta, mentre Tommaso Cerno prova a screditare Fanpage per difendere De Luca (e ricordiamoci che Cerno, ex condirettore di Repubblica e direttore Espresso, è attualmente candidato PD) la gente normale, coloro che vanno a lavorare, prendono carta e penna e scrivono incoraggiamenti a chi prova a cambiare la società per davvero.

Questo la politica non può e non potrà mai vedere: la gente normale, la dignità di coloro che lavorano e lottano ogni giorno per portare il pane a tavola. La gente che va avanti senza mai piegare la testa mentre gli altri, quelli bravi a fare “gli eroi di carta” inquinano e giustificano.

Noi stiamo in mezzo alla gente, e tra i cittadini voglio rimanere. Al fianco dei giornalisti coraggiosi e non di quelli che devono inchinarsi ad un partito, al fianco dei medici che curano e provano a dare vita speranza ai malati di tumore, perché in Campania c’è il più alto tasso di morte per tumore tra gli uomini che nel resto d’Italia (fonte), al fianco dei giovani che cercano un lavoro e quelli che emigrano, perché la maggioranza è gente che ha dignità e non si arrende mai. La verità è semplice: non riusciranno a liberarsi di noi perché è difficile vincere con chi non si arrende mai!

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